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RASSEGNA STAMPA....

ga Al parco Chiarin si gioca a cricket
la Nuova di Venezia — 07 maggio 2010

CAMPALTO. Il Venezia Cricket adotta il parco Chiarin. La stagione agonistica della prima squadra inizierà domani nel polmone verde che divide Villaggio Laguna da Campalto, catalogato all’anagrafe come «boschetto», una distesa di 100 metri, dove i ragazzi della prima squadra potranno sbizzarrirsi nei lanci. Ieri mattina il presidente del Venezia Cricket Club, Alberto Miggiani, ha offerto un assaggio agli alunni dell’Istituto Gramsci, al presidente della Municipalità Ezio Ordigoni e alla dirigente Annamaria Guazzeri, della bravura degli atleti, in divisa per l’occasione. Presente anche il delegato ai Lavori pubblici Angelo Lerede. Il club ha già preso contatto con gli anziani che curano gli orti comunali e con le scuole, per instaurare un buon rapporto con il vicinato. In una delle casette degli orti, sarà tenuto l’attrezzatura di gioco; i ragazzi utilizzeranno gli spogliatoi dell’ex Gramsci, ma avranno a disposizione anche un bagno chimico. Pranzeranno nel verde con stoviglie rigorosamente biodegradabili. Il pitch, la corsia sulla quale i giocatori del Venezia cercheranno di fare più punti possibile per vincere la serie cadetta, è praticamente ultimato. Gli abitanti dovranno solo fare attenzione a non lasciare le auto in via Chiarin (peraltro è vietato) durante le partite: a rischio ci sono i vetri dei finestrini. La squadra è assicurata, meglio però non rischiare. Il Club coinvolgerà nelle attività anche i ragazzi delle scuole, che impareranno uno sporto nuovo. «L’idea di giocare a Campalto - spiega Alberto Miggiani - è nata cercando in google un luogo abbastanza grande, ci serviva uno spazio di almeno 100 metri, l’unico era questo». I giocatori sono oltre settanta. La prima squadra è composta da 16 atleti, gli italiani ora come ora sono solo due, gli altri sono del Bangladesh per la maggior parte e dello Sri Lanka. Nazmul Haque, 21 anni, ieri ha lasciato a bocca aperta gli alunni del Gramsci, abita a Marghera, vive di cricket e fa l’istruttore federale. Il club si occuperà di lasciare sempre il campo in perfetto stato. La partita inaugurale, domani, vedrà la prima squadra contro la formazione del Genoa 1809. La stagione agonistica è iniziata a metà aprile con i tornei giovanili e si concluderà a metà ottobre a Bologna con campionato italiano femminile Under 13. Attualmente il Venezia Cricket è primo nel girone Nord Est del campionato giovanile under 15 e ha vinto per la seconda volta il campionato italiano under 13. A settembre sono previste già due amichevoli con squadre inglesi e australiane e l’ultima partita del girone eliminatorio dell’Under 15. Per la Municipalità, è un’occasione da non perdere per far in modo che il Parco venga sempre più frequentato e invitare i cittadini a curarlo. - Marta Artico




CRICKET MULTIETNICO CAMPIONE D'ITALIA UNDER 13
Il Gazzettino, 27 aprile 2010

LA STRATEGIA
Promozione nelle scuole per allargare il vivaio

C’è un bengalese, una kosovara e un italiano. Non è l’inizio di una barzelletta a sfondo etnico ma la trama di una "favola" di sport e integrazione cominciata a Marghera, dove si allenano i ragazzi del Venezia cricket club, e conclusa con il lieto fine Medicina, sull’altopiano bolognese, dove gli "Orange Worms" del presidente Alberto Miggiani hanno ri-conquistato il titolo italiano under 13. Già, perché la formazione veneziana era campione in carica. La novità è che ai campionati italiani il Venezia cricket club, sodalizio nato quattro anni fa che si allena in via Nicolodi, nel campo della parrocchia di San Pio X, si è presentato in versione multietnica. Agli ordini del capitano Imran Khan non c’erano soltanto bengalesi ma anche tre ragazzini italiani, un romeno e una ragazza originaria del Kosovo, Florande, che si è rivelata particolarmente temibile in battuta. Un organico particolarmente ricco che ha permesso alla formazione lagunare si superare nella fase preliminare Capannelle e Sri Lanka Milano, quindi i romani della Pgs Lux e infine i milanesi del Kingsgrove, superati in finale grazie alle prestazioni di Imran Khan, Florande e del lanciatore Alessio Liccardo.
Un piccolo miracolo, per una società nata per far giocare un gruppo di immigrati asiatici che col tempo, e garzie a un’opera di promozione nelle scuole elementari e medie, è riuscita a far crescere un vivaio di piccoli campioni in grado di parlare la comune lingua dello sport e dell’integrazione. Il problema, semmai, sarà decidere dove conservare il trofeo, "conteso" fra le scuole medie Einaudi e Giulio Cesare, da dove proviene la maggior parte dei neo campioni italiani di cricket. Ma per chi, negli anni, è riuscito a trovare un campo dove allenarsi, un allenatore stabile e qualche contributo per le divise e per le trasferte - affrontate su furgoni noleggiati di volta in volta al miglior offerente - questo ormai è il problema minore.
Alberto Francesconi

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RAI RADIO 2 - CATERPILLAR e IL CRICKET ALLA RADIO
Martedì’ 1 dicembre 2009

I SERVIZI DEL 1 DICEMBRE

le scarpe bifide dello stagista Antonello - proposta per avere l’acqua minerale condominiale a Milano
- Laura Troja a Made in Future
- Un consigliere del PDL propone di fare Central Park a Milano
- Nella squadra di cricket del Venezia c’è un unico italiano, Luca Mariotto
- dibattito sulla disoccupazione
- Marco Santin presenta la compilation di “Grazie Per Averci Scelto“

I LINK DEL 1 DICEMBRE
Made In Future
Venezia Cricket Club
Grazie Per Averci Scelto
Amiacque
NABA

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LA NUOVA VENEZIA e LA TRIBUNA DI TREVISO
19 novembre 2009

Mariotto e Piovan, gli "stranieri" del Venezia
ODERZO. Non è sport da mordi e fuggi, il cricket. Le partite durano molte ore, con una sessione di gioco alla mattina e una al pomeriggio. Diventa ovvio quindi che le occasioni di confrontarsi e di parlare non manchino. Questo privilegio è toccato a Luca Mariotto, di Oderzo, che dal prossimo anno sarà l’unico giocatore italiano del Venezia Cricket, società con basi stabili a Marghera con una particolarità: fino alla scorsa stagione di B il sodalizio arancioneroverde era composto solo da ragazzi stranieri, leggi bengalesi, pakistani, indiani. La divisa è grigia e il nome, volutamente in italiano, vuole testimoniare l’obiettivo di portare in giro per l’Italia il nome di Venezia. Ora Luca, che qualcuno scherzosamente ha definito «lo straniero del Venezia», è uno di loro.
Chi è. Trentanove anni, laureato in Scienze Ambientali, vive a Mestre. E da qualche mese sta vivendo un’esperienza speciale. «Credo che nel nostro ambiente l’elemento sociale sia molto importante - afferma Luca - C’è la passione per uno sport, il cricket, che viene prima di tutte le differenze culturali. Per me è stato sicuramente un modo per conoscere meglio la realtà degli immigrati, per creare rapporti che non si limitano al campo di gioco. Succede di trovarsi per strada, di fare due chiacchiere, tutte cose che forse prima sarebbe stato impensabile fare per la mancanza di un contatto».
Integrazione. Uno sport che diventa ponte verso culture diverse, quindi, ma una disciplina sportiva che per la maggior parte degli italiani resta ancora misteriosa. Per tanti, ma non per Luca. «La storia inizia una quindicina di anni fa, quando frequentavo l’università nei pressi di Londra, ad Hatfield - racconta Mariotto - Con gli amici al parco non si giocava a calcio, ma a cricket. Sono tornato in Italia, ho continuato a seguire questa disciplina in televisione ma non ho avuto occasioni per giocare. Poi, casualmente, grazie a un cineforum alla Cipressina, ho conosciuto Alberto Miggiani, il presidente del Venezia Cricket e così ho iniziato ad allenarmi con la squadra. Non so se sarò titolare per la prossima stagione. Grazie ai contatti che ho ancora in Inghilterra, tra l’altro, quando c’è bisogno di qualche materiale, le palle ad esempio, mi metto subito in moto».
Passione. «Lo straniero del Venezia» nella vita di tutti i giorni fa consulenze di carattere ambientale, in particolare nel settore della raccolta differenziata. E a breve Luca Mariotto potrebbe non essere il solo italiano del Venezia Cricket, visto che qualcun altro si sta avvicinando a questo sport, non solo per curiosità.

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Dal 25 ottobre 2009 gioca con noi anche Marco Piovan (allenatore e arbitro di calcio a 5). Entrambi saranno quindi le colonne portanti della prossima stagione agonistica 2010. Marco si è dimostrato subito disponibile a farci anche da preparatore atletico così prende sempre più consistenza lo staff tecnico del VCC.



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CAMPIONATI EUROPEI UNDER 15 - VINCE L'ITALIA
L'Italia vince con un immigrato

la Nuova di Venezia — 23 agosto 2009 pagina 18 sezione: CRONACA

C’è un pezzo di Marghera nell’Italia che, battendo in finale l’Isola di Man, si è aggiudicata gli
Europei under 15 di Seconda divisione, competizione che si è conclusa venerdì in provincia di
Bologna. Tra gli azzurrini, infatti, c’era Atikur Rahman, quindicenne originario del Bangladesh ma
residente a Marghera da un paio di anni. Il ragazzo è tesserato per il settore giovanile del Venezia
Cricket Club, squadra composta interamente da stranieri. Il club però in serie B porta avanti i
colori della città, Atikur sogna da grande un lavoro da meccanico. Intanto, però, ha contribuito a
segnare una pagina importante per lo sport nazionale: l’Italia che batte l’Isola di Man in uno sport
che più inglese non si può. Un’impresa, tra l’altro, che è stata compiuta da una squadra composta
quasi completamente da stranieri. Circostanza, questa, colta al balzo dal presidente nazionale
della Federcricket Simone Gambino, che ha lanciato un messaggio al leader della Lega Umberto
Bossi. «Dedico il titolo a Bossi perché questa vittoria dimostra che non è vero che gli
extracomunitari danno solo guai», ha detto Gambino, «ma danno anche lustro all’Italia. E credo
anche che i ragazzi conoscano l’inno di Mameli». Un affondo niente male, specie quando
Gambino ha evidenziato che i ragazzi, seppur stranieri o appena naturalizzati italiani, per
comunicare tra loro usano soprattutto il dialetto. Frecciatine a parte, resta la grande gioia di Atikur
Rahman. «Questo titolo è una grande soddisfazione per tutti noi», affermava ieri, di ritorno dagli
Europei bolognesi, «contro l’Isola di Man abbiamo giocato una buona gara». Con la nostra lingua
Atikur ha ancora qualche difficoltà, ma per il futuro ha già le idee chiare. «Ora sto studiando alla
media Einaudi di Marghera», racconta, «ma dopo la scuola ho già deciso cosa voglio fare: voglio
diventare meccanico». Impegno nello sport, piedi per terra, voglia di trovare un lavoro serio, senza
preoccuparsi della fatica: più mentalità Nordest di così, si muore. Il contributo al successo azzurro
di Atikur, insomma, è anche una storia di integrazione, un fattore più volte evidenziato in passato
da Alberto Miggiani, presidente del Venezia Cricket Club. «Siamo tutti molto felici per quello che è
riuscito a fare la nostra nazionale Under 15», afferma Miggiani, «questa è la dimostrazione
dell’importanza dello sport in un Paese che sta cambiando. Atikur, tra l’altro, l’anno prossimo
potrebbe sbarcare in prima squadra».


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Stagione positiva per il Venezia
la Nuova di Venezia — 10 luglio 2009 SPORT

MESTRE. Nella serie B di cricket, che si conclude nel week end, il Venezia Cricket Club presieduto da Alberto Miggiani si è già garantito la salvezza anche se domenica osserverà il turno di riposo. Per il Venezia la stagione si è quindi chiusa domenica scorsa con una sconfitta in terra ligure contro il Genoa 1893. Campionato breve ma intenso quello del cricket, che nella tradizione si disputa alla chiusura dei tornei delle altre discipline. Il Venezia voleva riscattare l’ultima posizione in classifica della scorsa stagione, obiettivo raggiunto, visto che salvo sconvolgimenti dell’ultima ora, sia Sri Lanka che Casteller dovrebbero terminare dietro i leoni veneziani nel girone Nord. Il campionato a maggio era cominciato sotto i migliori auspici, con due vittorie nelle prime due partite contro Casteller e a Milano contro lo Sri Lanka. Alla vigilia del terzo turno Venezia si trovava in testa alla classifica, avendo però Genova una partita in meno. Momento da incorniciare nella stagione, assieme al secondo posto raggiunto nel campionato italiano under 19, a un soffio dalla conferma del titolo 2008. Poi da fine maggio due sconfitte consecutive, entrambe maturate per inesperienza, hanno fatto crollare le quotazioni lagunari. La trasferta vincente a Treviso contro Casteller, rimane l’unica vittoria nel girone di ritorno sino all’epilogo ligure. Il presidente Miggiani si è comunque detto soddisfatto per la stagione del «suo» Venezia, in cui ha esordito il professionista italo-australiano Michael Gino Raso, e molti altri giovani hanno trovato spazio per poter fare esperienza. (a.to.)

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Invasione di bambini allo stadio di Favaro
La Nuova Venezia, 13 Maggio 2009

FAVARO. L’invasione comincia oggi alle 8.30, pacifica, festosa e colorata: al Comunale di Favaro, dove gioca il Casinò di Venezia nel Super 10 di rugby, scatta l’evento finale della festa Sportinsieme con la scuola, 7 ore con oltre 1200 bambini e ragazzi dell’Istituto comprensivo di Favaro pronti a sfidarsi sui campi in erba. 51 classi, 200 alunni della sezione infanzia, 650 della primaria e 350 della media: ragazzi un numero impressionante di studenti dai 3 agli 11 anni impegnati tra pallaveloce, rugby, calcio, volley, cricket, pallamano e giochi ludico-formativi. Un fenomeno, quello di «Sportinsieme per la scuola», che anno dopo anno snocciola numeri sempre più importanti: nato dalla collaborazione tra l’associazione presieduta da Alfredo Scibilia (29 società sportive, oltre 16.000 atleti rappresentati) ed il mondo della scuola cittadino, il progetto si pone l’obiettivo di portare lo sport all’interno degli istituti, mettendo gli studenti nella condizione di poter toccare con mano un’offerta multi-sportiva potenzialmente ricchissima ma spesso sconosciuta alla maggior parte dei ragazzi. Condito da esperienze culturali e formative, «Sportinsieme con la scuola» promuove durante l’anno anche iniziative di conoscenza del territorio e delle tradizioni veneziane (scoperta della laguna con lezioni di canoa e voga alla veneta con la Canottieri Mestre) che entusiasmano i partecipanti. (g.g.)

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Il cricket alla conquista della scuola
La Nuova Venezia, 10 maggio 2009

MARGHERA. Dal 15 aprile il Venezia Cricket Club, associazione sportiva dilettantistica militante nella serie B nazionale, sta promuovendo il cricket in alcune scuole della nostra città. Per il momento hanno aderito all’iniziativa la scuola superiore Luzzatti-Gramsci nella giornata del lunedì, il martedì pomeriggio l’elementare Mameli di Dese. E ancora. La scuola media Einaudi di Marghera il mercoledì mattina e l’istituto Pacinotti il venerdì. Da quest’anno, infatti, la squadra veneziana può annoverare tra le proprie fila un giocatore italo-australiano, Michael Gino Raso, professionista che ha militato anche nella Premier League inglese, con la maglia dell’Alton Cricket Club, e nella prima divisione scozzese. Il nuovo acquisto, oltre a permettere al sodalizio sportivo presieduto da Alberto Miggiani di poter ben figurare nell’impegnativa stagione che comincia oggi, ha avuto anche il compito, in accordo con la federazione internazionale, di insegnare nelle scuole cittadine il cricket, uno sport per lo più sconosciuto alle nostre latitudini. Da molti definito come l’antesignano del baseball americano, il cricket è sport antico di origine inglese, che ha avuto molto sviluppo nell’area del Commonwealth. Nel nostro paese ha precedenti di tutto rispetto, essendo stato introdotto assieme al calcio con il Genoa cricket and football club negli ultimi anni del 1800: secondo tradizione, non appena terminava la stagione calcistica cominciava quella del cricket. Soddisfatto il presidente Miggiani: «Questo sport è particolarmente adatto all’insegnamento del rispetto delle regole, dell’avversario e delle decisioni dell’arbitro - spiega - Tutto è regolamentato dallo spirito del gioco e qualsiasi azione contraria a questo spirito diventa causa di danno al gioco stesso. Ecco perché promuovere il cricket può essere utile sia quale attività sportiva che nella formazione del carattere dei giovani e del rispetto reciproco. I ragazzi, inoltre, potendosi avvalere di un allenatore australiano possono fare anche un minimo di conversazione in inglese». Da sottolineare come tutta l’attività di promozione sia a carico del Venezia Cricket Club, assieme alla fornitura del materiale per gli allenamenti, e che il programma durerà sino a luglio (Alessandro Torre).

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Presentato l’ambizioso team di Venezia
Il Gazzettino, 8 maggio 2009

(L.Po.) - Presentazione in grande stile per il Venezia Cricket Club. Nella prestigiosa location della sede di Marghera della Fratelli Sartori United (che è anche uno degli sponsor del team), ieri mattina il presidente del club veneziano Alessandro Miggiani ha presentato i giocatori della formazione lagunare che parteciperanno al campionato italiano (girone Nord) della stagione agonistica 2009. Le partite casalinghe dei lagunari si disputeranno al campo di atletica di San Giuliano: domenica (inizio ore 12) esordio per gli arancioneroverdi contro il Casteller.
Particolarmente appassionata l’illustrazione da parte del presidente Miggiani dell’attività della società, che ha iniziato a diffondere la pratica del cricket in città partendo da un gruppo di bangladesi.
«Ma sin dall’inizio la scelta è stata quella di chiamarsi Venezia Cricket Club – ha ricorda il presidente – e di scegliere come colori sociali l’arancioneroverde. In tre anni di attività ci siamo strutturati, abbiamo puntato prima di tutto all’integrazione sociale degli atleti nel tessuto cittadino: il nostro spirito è ancora un po’ decubertiano e puntiamo a diffondere la disciplina: nella nostra zona manca ancora un impianto dedicato e speriamo che la sua realizzazione arrivi. Stiamo lavorando nelle scuole e il 7 giugno dovremmo organizzare una grande festa promozionale».
Ad assistere alla conferenza stampa è intervenuta l’assessora allo sport provinciale, Rita Zanutel, che ha lodato la caparbietà di giocatori e dirigenza. E’ intervenuto poi Sandro Sartori, patron della Fratelli Sartori, spiegando il perché di questa partnership. «Personalmente sono molto curioso degli sport emergenti – ha spiegato Sartori – uno degli atleti del Venezia Cricket lavora qui da noi. E’ una realtà davvero molto bella e ritengo che la disciplina possa svilupparsi molto nel prossimo futuro».
L’obiettivo, non dichiarato ma che si è percepito, è quello di far nascere una “cricketmania” in città.

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Una striscia rosa sullo sport
La Nuova Venezia, 22 gennaio 2009

Si tinge di rosa il premio Atleta dell’anno 2008, riconoscimento promosso dal comune di Venezia per celebrare i risultati ottenuti dagli atleti tesserati per società veneziane. La vincitrice di questa edizione, infatti, è la nuotatrice Silvia Copetta, portacolori della società Nuoto Venezia, che ieri ha ritirato, emozionatissima, il premio davanti alla platea gremita del teatro Toniolo di Mestre. Un appuntamento quello dell’Atleta dell’anno 2008 diventato ormai una tradizione consolidata in città, che però quest’anno ha riservato alcune novità di rilievo. La prima, la consegna del primo premio dedicato alla memoria di Gianluigi Levorato, compianto presidente del Coni regionale, andato a Tobia Biondo, fiorettista del Circolo Scherma Mestre che ha saputo distinguersi sia a livello giovanile, sia a livello assoluto. La seconda, un riconoscimento speciale per due fotografi che con i loro scatti hanno saputo raccontare lo sport in modo originale, ovvero Alessandro Rizzardini e Matteo Bertolin. E poi, tra le tante premiazioni che si sono succedute sul palco, una merita la citazione: quella per la squadra Under 19 del Cricket Venezia, campione nazionale della categoria: società composta completamente da atleti provenienti dal Bangladesh, la squadra porta sulla casacca i colori arancioneroverdi e sulla manica una bandiera dell’Italia e una del Bangladesh incrociate, segno di un’integrazione possibile. E’ stata una premiazione all’insegna delle mille differenze che fanno bello lo sport, dai giganti della Reyer maschile e femminile alle bimbe di sei-sette anni del pattinaggio, dagli atleti paralimpici della vela ai ragazzi del Foscarini, campioni nei giochi studenteschi negli scacchi. Allegria, certo, qualche riflessione sul momento di crisi (vedi vicenda Casinò), con il presidente del Coni provinciale Renzo De Antonia che ha evidenziato come «anche in momenti difficile le nostre società siano riuscite a conquistare risultati prestigiosi». I premiati sono stati 138, oltre a una serie di società protagoniste di promozioni o di anniversari di fondazione multipli di 10. (Maurizio Toso)

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Venezia Cricket, Atto di vandalismo contro il presidente
La Nuova Venezia, 4 maggio 2008

MARGHERA. Tagliate tutte le gomme all’auto del presidente del Venezia Cricket Club, Alberto Miggiani. È successo in piazza Mercato giovedì primo maggio: al mattino aveva posteggiato e poi era salito sul pullman della squadra che quel giorno doveva disputare la partita d’esordio in serie B, a Firenze. Al ritorno, di sera, la brutta sorpresa. Miggiani ha fatto denuncia ai carabinieri: «Solo la mia auto ha subìto danni - spiega - Evidentemente a qualcuno non fa piacere che si posteggi in quella zona. Taglio delle gomme collegato alla mia attività con i bengalesi? Spero proprio che non sia così».

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Chi gioca a cricket vince il razzismo. Festa per lo sport senza frontiere
La Nuova Venezia, 12 marzo 2008

Una giornata non solo di sport, ma anche di richiamo ai valori dell’integrazione e dell’antirazzismo, che coinvolgerà almeno duecento ragazzi delle scuole medie. Ecco la «festa dello sport senza frontiere», l’iniziativa presentata ieri in Comune a Mestre che si svolgerà sabato a partire dalle 9.30, nello stadio di Atletica Leggera di San Giuliano, manifestazione inserita nella seconda edizione nazionale della «giornata dello sport senza frontiere». Il primo appuntamento in assoluto per la nostra città, patrocinato da Comune e Provincia, è organizzato da Venezia Cricket, Scout Cngei e Uisp provinciale, con la presenza del Cricket Venezia affatto che casuale. Buona parte della giornata, infatti, ruoterà attorno a questa disciplina che, originaria dei paesi anglosassoni e dell’area del Commonwealth, sta conoscendo nel nostro paese una grande diffusione, tanto che in città, nelle scuole medie Giulio Cesare ed Einaudi, sono attivi da tempo corsi di questo sport. L’avvio della festa è previsto per le 10.15, con la disputa in contemporanea di una serie di partite Under 14 e Under 16 tra alunni di scuole mestrine e di Paese (che sarà presente a San Giuliano con un centinaio di studenti della media Casteller) impegnati in partite a ranghi misti, dove la nazionalità non conterà. Spazio al cricket, insomma, ma anche ad altri sport molto diffusi nell’area asiatica come il badminton, con torneo organizzato sempre dal Cricket Venezia, e il tennistavolo, che vedrà una competizione promossa dalla Polisportiva Bissuola. Nel pomeriggio dalle 14 gran finale con la sfida seniores di cricket tra Venezia e Pieve di Soligo. A presentare la festa, che rientra nel «progetto generazioni» dell’assessorato alle Politiche Sociali, sono stati gli assessori Delia Murer e Sandro Simionato, i vertici della Uisp provinciale e il presidente del Cricket Venezia Alberto Miggiani. Da parte sua Delia Murer ha sottolineato come «nella nostra città ormai vivano 20 mila stranieri regolari, 3.800 dei quali sono bambini o adolescenti, è opportuno quindi pensare a iniziative che coinvolgano questi ultimi, con occasioni di incontro tra coetanei». Sono sempre più numerose le iniziative che integrano sport e sociale, per avvicinare tra loro i giovani.

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Il cricket entra nelle scuole come arma d'integrazione
La Nuova Venezia, 24 gennaio 2008

E’ una storia di integrazione vera, quella che vuol portare lo sport del cricket dentro le scuole di Mestre. Tutto inizia da uno sguardo lanciato fuori dalla finestra di una casa di Marghera. Da qui nel 2006, Alberto Miggiani, architetto mestrino, stupito, è rimasto a guardare a lungo un gruppo di ragazzi del Bangladesh che si divertivano a giocare a cricket nel piazzale, usando una pallina da tennis avvolta nel nastro adesivo e mazze. Miggiani incuriosito è sceso in strada ed ha conosciuto quei ragazzi che oggi sono la squadra di cricket della città, che milita nel campionato di serie B con i colori del Venezia, arancio e verde. Di giorno i 25 giocatori dell’Asd Venezia Cricket Club lavorano alla Fincantieri o fanno i camerieri e i lavapiatti nei ristoranti di Venezia, altri gestiscono un banco di frutta e verdura. Alle Politiche sociali li conoscono bene. «Sono giovani intelligenti ed intraprendenti». La domenica si allenano in vista del prossimo campionato, che si svolgerà tra metà aprile e la metà di luglio ai campi sportivi di Zelarino. Il coach Kelum Perera arriva da Firenze ogni mese per definire le tattiche di gioco. E la comunità bangladese segue con attenzione e passione questa squadra. La curiosità potrebbe portare nuovi compagni, alcuni ragazzi di Mestre e Mira sono interessati a giocare a questo sport che riporta ad atmosfere british e che si gioca in via informale anche nei parchi del Piraghetto e di Bissuola. Da questa esperienza, che Miggiani, oggi presidente della società, definisce «di vera integrazione» è nato un progetto fatto proprio dal Servizio Immigrazione e promozione dei diritti di cittadinanza del Comune di Venezia e dal dirigente Gianfranco Bonesso. Ovvero utilizzare l’arma del cricket per far integrare i ragazzi stranieri di origine asiatica con i coetanei mestrini, portando questo sport nelle scuole e nelle classi dove bambini italiani convivono con ragazzi di diverse nazionalità. Sabato e domenica alla palestra della scuola Einaudi di Marghera si terrà un corso gratuito per insegnanti della scuola primaria e secondaria che vogliono imparare le regole di questo sport e poi applicarlo nelle loro classi. La prima a muoversi per proporre questa novità è stata una insegnante dell’Einaudi. Ora sono già una quindicina i docenti iscritti, a loro si aggiungono tre atleti della squadra di Miggiani che diventeranno docenti di cricket nelle scuole mentre la società sportiva mira a creare squadre miste italiano-straniere per i campionati giovanili under 13, 15 e 17. L’iniziativa è entrata di diritto nel progetto «Genera/Azioni», progetto cofinanziato dal ministero della Solidarietà Sociale e promosso dal Servizio immigrazione del Comune per favorire l’integrazione delle «seconde generazioni» di immigrati, i figli di cittadini di origine straniera. I nuovi mestrini. Nel Comune di Venezia sono circa 2.300 i giovani di età tra gli 11 e i 22 anni, il 13 per cento della popolazione immigrata. (m.ch.)

Hanno scritto... su www.aduc.it

A scuola di cricket per l'integrazione tra diverse etnie. E' un nuovo progetto a cui ha aderito il Comune di Venezia sulla base di una iniziativa del Ministero della Solidarieta' Sociale. Il progetto piu' ampio, nel quale rientra la 'scuola di Cricket', si chiama "Genera/Azioni". Lo sport, ben poco conosciuto in Italia, e' praticato soprattutto in India, Bangladesh e Sri Lanka. Cosi per estenderne la pratica e' stato organizzato un corso di formazione rivolto agli insegnanti delle nostre scuole. L'obiettivo e' quello di coinvolgere anche i ragazzi italiani in questa disciplina in modo tale che possa nascere una interazione tra gli immigrati e i cittadini italiani. "Approccio al cricket": questo e' il titolo del corso, totalmente gratuito. La prima tranche di lezioni si e' svolta a gennaio, la seconda partira' nel mese di Marzo. A partecipare all'iniziativa da un parte il Comune di Venezia, promotore del progetto, dall'altra alcuni professori delle scuole cittadine, incaricati di apprendere i fondamentali dello sport per poi trasmetterli agli studenti ed avvicinarli al gioco. Terzo elemento del corso e' la squadra veneziana di cricket. Strano ma vero la citta' lagunare vanta una squadra che milita i serie C con ottimi risultati e alcuni membri del team parteciperanno alle lezioni per cercare di 'integrare' gli italiani. I componenti del team sono, in particolare, ragazzi delle cosiddette seconde generazioni: cioe' nati in Italia da genitori immigrati.

La storia del Venezia Cricket Club sembra tratta da un film: prima le partitelle con mazze fatte in casa e palle costruite artigianalmente sulla base di comuni palline da tennis poi la nascita della squadra grazie all'intervento di Alberto Miggiani da sempre impegnato nello scoutismo ed ora presidente della societa' sportiva: il Venezia Cricket Club appunto.

La squadra, che prima giocava in campi improvvisati nei parchi della citta' di Mestre ora gode di una struttura organizzativa che le ha permesso il salto in serie B nel campionato. A giocare ragazzi di eta' compresa tra i 16 ed i 22 anni, ma adesso occorre allargare la base e cosi l'idea di aprire ai giovani italiani e, sfruttando il fine sportivo, lavorare sull'integrazione con la popolazione immigrata.

"Abbiamo vinto un bando - spiega all'Adnkronos Roberto Tuninetti, del Servizio Immigrazione e promozione dei diritti di Cittadinanza del Comune di Venezia - attraverso il quale realizziamo una valanga di iniziative. Tra esse c'e' questa, in collaborazione con l'Asd Veneto Cricket, che vede, in tre momenti, la realizzazione di laboratori formativi con degli insegnati delle scuole veneziane che vorranno avvicinarsi alla pratica del cricket". I partecipanti avranno un insegnante d'eccezione: si tratta di Kelum Perera, un giovane cingalese nato in Italia, abilissimo nel gioco del cricket e vice-responsabile dei tecnici italiani'.

Il cricket e' uno sport a squadre giocato fra due gruppi di undici giocatori ciascuno. E' nato, almeno nella sua forma moderna, in Inghilterra ed e' popolare principalmente nei paesi del Commonwealth. In alcuni paesi dell'Asia del Sud, compreso India, Pakistan, Bangladesh e Sri Lanka, il cricket e' di gran lunga lo sport piu' popolare. E' inoltre uno sport importante in Inghilterra, in Galles, in Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Zimbabwe e nei Caraibi anglofoni (Indie Occidentali).

La lunghezza delle partite che incredibilmente possono durare dalle sei ore a giorni interi, occasionalmente settimane, ma anche i numerosi intervalli, per il pranzo e il te', e la terminologia complessa rendono difficilmente comprensibile questo sport agli spettatori poco esperti. Giocare in realta' non e' difficile anche perche' il campo e' costituito da uno spazio in erba, per lo piu' ovale o rettangolare, di dimensioni spesso maggiori di uno da calcio ma non esistendo regole precise su quanto lungo e largo debba essere il terreno da gioco si sfrutta al massimo lo spazio disponibile, spiega il sito cricketitalia.org.

Al centro del campo si trova una corsia (detta pitch) lunga circa 20 metri e larga 2. Alle due estremita' della corsia sono posti tre paletti che formano una piccola porta (wickets). Una partita si gioca in due innings (due tempi). Le squadre (composte da 11 giocatori) non si presentano entrambe al completo sul campo: ciascun innings vede impegnati i giocatori di una squadra in battuta (uno alla volta) contro gli avversari che lanciano e difendono il campo (i fielder). Dopo l'intervallo le squadre riprendono il campo a ruoli invertiti. Lo scopo del gioco e', da una parte, segnare piu' punti possibili e di non far eliminare i giocatori quando sono in battuta, dall'altra non far segnare punti e di eliminare i battitori avversari quando sono al lancio. Vince chi realizza piu' punti, naturalmente.

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Stage di cricket alla Einaudi per imparare uno sport inglese
la Nuova di Venezia — 16 dicembre 2007

MARGHERA. Continua anche questa mattina a Marghera, all’interno della palestra Einaudi di via Canal, il secondo stage di cricket, appuntamento aperto a tutti gli over 15 organizzato dal Venezia Cricket Club, società che partecipa al campionato di serie C, con l’appoggio dell’amministrazione municipale di Marghera. A coordinare e dirigere lo stage sarà l’allenatore Kelum Perera, tecnico che in passato ha giocato sia nel campionato inglese, sia in quello australiano. Oggi l’appuntamento è dalle 9,30 alle 14, chi fosse interessato è necessario che si presenti con tuta e scarpe da ginnastica. Nel corso della giornata (la prima parte di questo stage si è svolta ieri pomeriggio) verranno anche presentati i risultato ottenuto dal club guidato dal presidente Alberto Miggiani nel 2007, culminati con il secondo posto nel campionato di C, e gli obiettivi per il 2008. In programma anche una piccola cerimonia per ricordare le vittime della tragica alluvione in Bangladesh. Da parte sua la Municipalità di Marghera presenzierà all’appuntamento con il presidente Renato Panciera e il delegato allo Sport Mario Silotto. (m. t.)

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Il Venezia conquista la serie B
La Nuova Venezia, 5 agosto 2007

MESTRE. Il Venezia Cricket Club ha chiuso al secondo posto il campionato di serie C, con le finali disputate nello scorso fine settimana a Medicina in provincia di Bologna. La manifestazione ha visto partecipare dodici formazioni provenienti da tutta Italia, e si è conclusa con l’affermazione del Castle Fabriano che ha vinto il titolo con pieno merito. Il Venezia Cricket Club, società nata l’anno scorso a Marghera, dopo il primo giorno di sfide a Medicina è risultata la migliore squadra per quoziente punti con tre vittorie su tre partite, accedendo così al girone finale per il titolo nelle migliori condizioni possibili. Dopo aver sconfitto anche Lodi 164-121, ha però perso in finale 105-107 contro il Castle Fabriano. A dimostrazione del valore della squadra veneziana, seppur composta interamente da giocatori di nazionalità bengalese, Hosan Ahmed è stato premiato quale miglior battitore del torneo. Un riconoscimento tra i più ambiti nella manifestazione. In finale si sono tuttavia incontrate le formazioni migliori e, tranne il rammarico per non aver vinto, il Venezia Cricket Club si conferma squadra con un futuro avendo, i suoi giocatori, una età media di soli 19 anni. «Potremmo passare in serie B, ma la struttura organizzativa della società e le trasferte nazionali non consentono, purtroppo, un impegno così gravoso» afferma il presidente Alberto Miggiani. «Sappiamo, però, che la squadra c’è e che i ragazzi bengalesi si impegnano veramente per riuscire e dimostrare la loro capacità e vestire con onore i colori arancioneroverdi». Il Venezia Cricket Club si allena a Marghera vicino alla Chiesa di Gesù Lavoratore, in un’area messa a disposizione dai Salesiani la domenica mattina. «La squadra, come detto, è composta per ora interamente da bengalesi residenti in città, ma si spera che i successi possano avvicinare anche giovani veneziani a questa emozionante disciplina» conclude Miggiani. «Sono stati due giorni davvero intensi» ha commentato il presidente federale Simone Gambino, «ed è stata una competizione avvincente, dove alcuni gironi sono stati letteralmente decisi all’ultima palla. Rilevo con grande piacere la crescita complessiva della qualità del torneo e delle squadre che vi hanno preso parte». Per salutare la squadra dopo questo prestigioso piazzamento, e promuovere la disciplina, in occasione della rappresentazione de «Il Trovatore» all’arena dell’Opera Festival di Piazza Mercato a Marghera, sono stati premiati società e giocatori per i risultati ottenuti durante la stagione. Alla serata hanno partecipato l’assessore Pierantonio Belcaro, il presidente della commissione Sport comunale, Guzzo, il presidente della Municipalità Panciera e il delegato allo Sport Mario Silotto. (Simone Bianchi)

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Abbracciare L'INFEDELE
La Repubblica delle donne, Dicembre 2007

CONFRONTI
Nel Nord-Est, spesso terra di intolleranza, due chiese cattoliche aprono le porte ai fratelli musulmani. Un'eccezione, che fa sperare per il futuro
di Carlo Moccaldi

Alcuni giocatori di cricket, del Bangladesh, nell'oratorio di Marghera. Foto d'apertura, Joseufl, imam di Treviso.
Foto di Luca Locatelli

Suonano le campane a Paderno di Ponzano, vicino Treviso. È l'ora della preghiera, e Alì, immigrato marocchino, entra in parrocchia. Poco dopo, a 50 chilometri da lì, nel bel mezzo di Marghera, periferia di Venezia, un gruppo di giovani bengalesi inizia a giocare a cricket, nel campo di una chiesa salesiana. Due parrocchie venete accolgono così stranieri di fede musulmana. Un mezzo miracolo. Di solito, in questo Nord-Est, gli "altri" suscitano paura e ostilità, soprattutto se parlano arabo.

L'ISLAM PRENDE CAMPO Non c'è il muezzin a chiamare la preghiera del venerdì, ma dietro Alì arrivano in tanti: marocchini, algerini, pakistani, kosovari. Con i copricapo tradizionali arabi e le djellabah, le tuniche con le maniche lunghe e il cappuccio. Vengono da tutta la provincia di Treviso, in centinaia, ospitati in un locale di pochi metri quadrati che don Aldo, il parroco di Paderno, ha messo loro a disposizione. "Ho usato il buon senso: mi hanno chiesto uno spazio per pregare e non c'era alcun motivo per negarglielo. Hanno diritto anche loro ad avere i propri riti". All'ingresso il saluto è in arabo, Assalam Aleikum, ma si sentono anche frasi in dialetto trevigiano. La sala è umida, divisa in due da una parete creata con i tappeti: le donne a destra, gli uomini a sinistra. Si prega in ambienti separati, secondo la tradizione dell'Islam. A Marghera, intanto, alcuni ragazzi del Bangladesh cooptati nel Venezia Cricket Club, scendono ogni settimana in campo per l'allenamento: il terreno di gioco è stato assegnato in concessione dal Comune due anni fa alla parrocchia "Gesù Cristo Divin Lavoratore", che lo cede, con regolarità, ai fratelli musulmani. I bengalesi sono uno dei gruppi etnici più numerosi nella zona, e la loro passione per il cricket sta creando diverse occasioni di aggregazione: nei giardini e nei parchi veneziani infatti c'è stato un crescendo di tornei e partite. Sorride don Narciso, parroco a Marghera da sei anni: "Questa ormai è casa loro: hanno anche le chiavi dei nostri locali".

TREVISO E IL MELTING POT Siamo a casa della Lega Nord, ma, secondo i numeri della Caritas, a fine 2005 gli stranieri residenti nella provincia di Treviso erano 72.560, la concentrazione più alta in tutto il Veneto. E oggi, scrive il Quinto rapporto del Cnel sugli "indici di integrazione degli immigrati", Treviso è la sesta provincia dove gli stranieri vivono meglio. Cifre da melting pot. Eppure, la realtà manda segnali contrastanti. L'islamico è visto con diffidenza, e così lo straniero in generale. È qui che la Lega Nord ha organizzato le ronde notturne, con il motto "vigilare per prevenire". La diversità è ancora spesso respinta, quasi rimossa. "La moschea della città è stata chiusa alcuni anni fa, ora stiamo cercando un nuovo spazio, ma è difficile ottenere le autorizzazioni", spiega l'imam di Treviso, Joseuf, marocchino, operaio in una fabbrica della provincia. Così, in città, oggi si può pregare soltanto all'interno delle case, o quasi clandestinamente, come nelle cantine dei phone center dietro la stazione: al piano di sopra si telefona a casa, per lo più in Marocco e in Pakistan, sotto le scale invece si recita il Corano. Si sfoga il proprietario di un phone center pakistano: "Non creiamo problemi, eppure ci sentiamo ancora indesiderati". Da qualche settimana il negozio ha dovuto chiudere, perché non rispettava nuove ordinanze comunali. Così, per telefonare si cambia quartiere, e per pregare si va fino a Paderno. Da dove invece arrivano segnali di tolleranza: "Qui abbiamo festeggiato anche l'ultimo Eid (la fine del Ramadan): è stato un successo, eravamo più di mille", racconta l'imam.

MARGHERA, TRA PASSATO E FUTURO Marghera è un quartiere del Comune di Venezia, ha un passato di sobborgo industriale. "La zona si sta trasformando dal punto di vista urbanistico e sociale anche per i nuovi insediamenti di immigrati", spiega don Narciso. Su 28mila abitanti circa tremila sono di origine straniera. Qui l'Islam non è un tabù e la parola d'ordine per gli amministratori è accoglienza: "Offriamo i nostri spazi per le loro attività. E agli stranieri di fede musulmana abbiamo messo a disposizione le nostre strutture per pregare, visto che in zona non esiste una moschea", racconta Renato Panciera, presidente della municipalità di Marghera. "Per i salesiani non è una novità: abbiamo già ospitato per un periodo alcuni ragazzi romeni, e questi ragazzi bengalesi sono educati e rispettosi. Per ora non abbiamo avuto problemi di accoglienza, il problema è passare a una reale integrazione con il quartiere". Un gruppo di musulmani che si allena nel campo di una parrocchia: non ci sono scontri di civiltà qui? Sorride Alberto Miggiani, il presidente del Venezia Cricket Club: "Marghera è una località con una lunga tradizione di rispetto per le minoranze etniche. Nel dopoguerra vivevano gruppi di istriano-dalmati e di rom: la convivenza tra diversità appartiene alla cultura del territorio".

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L'amicizia in una partita di cricket «L'idea da un giovane campione»
La Nuova Venezia, 31 maggio 2006

Marta Anselmi è un’educatrice e lavora al Servizio per l’immigrazione e la promozione dei diritti di cittadinanza. Racconta come il cricket è arrivato a Mestre. Come è nata l’idea di un torneo di cricket? «Un giorno incontro nel mio ufficio un ragazzo che mi era stato segnalato da una scuola media di Mestre. Un ragazzo del Bangladesh, che frequenta da due anni la prima media, ha quasi 15 anni. I professori si lamentano del suo poco impegno, e del fatto che sta sempre con connazionali: questo non lo facilita nell’apprendimento della lingua. Parlo con lui e scopro che passa molto tempo davanti alla tv, tra wresling e film indiani. Gli parlo di sport, e mi dice che in Bangladesh praticava il cricket, ed è un buon giocatore». Ecco l’idea. «Mi sono sentita illuminata da questa notizia, ero riuscita a trovare un elemento che mi permetteva di valorizzare quel ragazzo, una caratteristica che potesse dimostrare agli altri che anche lui era competente in qualcosa. Così, parlando con altri operatori e con il responsabile del servizio, è nata l’idea di organizzare una sorta di torneo di cricket, che è lo sport nazionale del Bangladesh». Come avete fatto? «Ho iniziato cercando quei ragazzi che vedevo giocare a cricket al parco della Bissuola, però non li ho più incontrati. Quindi ho preso i primi contatti con un bar del parco per capire se poteva aiutarci a organizzare un evento, e ho definito il progetto». In che modo? «Ho cercato di contattare la squadra di cricket del Lido per avere informazioni. Ma non sono riuscita ad arrivare ad organizzare un evento completo. Ho capito che l’esperimento poteva essere interessante se fossi riuscita a coinvolgere non solo i ragazzi del Bangladesh, ma anche altri, in modo da poter effettuare almeno per questa volta un vero e proprio scambio-incontro su livelli diversi da quelli dettati dai nostri codici di comunicazione e di relazione. Così ho pensato che non volevo sprecare questa occasione e avviarla in maniera frettolosa, ma che per il momento quello che ero in grado di fare era di effettuare un primo approccio a questo sport». Insomma, niente torneo? «Ho optato per un incontro dimostrativo, cogliendo l’occasione della festa dell’8 giugno al parco della Bissuola. Ho messo a disposizione dei ragazzi che frequentano il laboratorio di italiano per stranieri la possibilità di organizzare questo incontro, e poi lavorare per costruire un evento organizzato e magari supportato da progetti collaterali, per settembre. Naturalmente chiedendo la collaborazione di altri operatori sia del servizio che esterni. L’idea non è stata abbandonata, solo posticipata». - Muntasir Sharif



- Rassegna stampa a cura del Venezia Cricket News





























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